Reggina, Toscano emblema del salto in B

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Nella promozione della Reggina in Serie B, tra i tanti protagonisti della vittoria della squadra amaranto c’è sicuramente Mimmo Toscano. L’allenatore calabrese ha, infatti, inciso sin da subito alla guida della squadra sotto tutti i punti di vista, arrivando ad essere uno degli uomini chiave di questa Reggina.
Era stato scelto proprio per questo, la scorsa estate. La sua conoscenza dell’ambiente e la sua capacità di conquistare campionati di categoria sembravano essere le caratteristiche adatte a questo progetto. Effettivamente, così è stato. Per Toscano si tratta della seconda promozione in Serie B con la squadra amaranto, dopo quella ottenuta da calciatore nella stagione 1994-1995. Ha vinto nella sua città, con la squadra che tifa da sempre e in cui è cresciuto da ragazzo. Dunque, tra le tante promozioni ottenute in carriera, questa ha di sicuro un sapore diverso.
La memorabile stagione della Reggina è sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori. Il perfetto connubio tra assetto societario e tecnico è stato fondamentale. Perché il lavoro svolto dalla società (calciomercato soprattutto) è stato grande e molto faticoso ed è stato “rifinito” proprio da Toscano e dal suo staff. Infatti, adattare determinati calciatori ad uno stile di gioco “duro ma concreto” non è da tutti. Utilizzare come modulo il 3-5-2 (o il 3-4-1-2) inserendo con successo giocatori di fantasia come Bellomo o Reginaldo è stato un suo grande merito. Così come far coesistere due centravanti “puri” come Corazza e Denis anche se, in questa stagione, entrambi hanno avuto i loro momenti top in due periodi differenti. Per non parlare della riuscitissima difesa a 3, formata da Rossi, Loiacono e uno tra Gasparetto, Blondett e Bertoncini, che si è rivelata la migliore del torneo con soli 19 reti subite. Non è da sottovalutare nemmeno il lavoro svolto con gli esterni di centrocampo che, in fase difensiva, aiutavano i tre centrali mentre, in fase offensiva, diventavano degli esterni d’attacco aggiunti.
Mimmo Toscano è stato, dunque, un “martello”, uno di quei classici allenatori che, anche in un momento di ipotetica leggerezza e in cui tutto sembra filare liscio, fa di tutto per mantenere alta la concentrazione della squadra. Oseremo dire un allenatore “alla Conte”, non solo per la filosofia di gioco simile delle loro squadre ma anche per le motivazioni che entrambi trasmettono ai loro giocatori per farli rendere al massimo. Soprattutto per questo motivo il suo ingaggio si è rivelato una scelta azzeccata.
Toscano ha riportato la Reggina in Serie B dopo 6 anni e, tutti noi speriamo, che questo sia soltanto l’inizio.