Ternana-Reggina, la match analysis dell’incontro

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La prima partita sulla panchina della Reggina finisce nel modo da sbagliato per il neo allenatore Roberto Stellone, finisce 2-0 per la Ternana infatti la trasferta valevole per la ventunesima giornata di Serie B, una partita che poteva rilanciare le ambizioni degli amaranto, che potevano superare in classifica la stessa Ternana, ma che finisce per affossare ancora di più i Reggini, ormai quindicesimi a +2 dalla zona playout (-9 dalla zona playoff).

La stagione sta prendendo davvero una brutta piega, dal sogno promozione diretta si sta lentamente passando ad una ben più modesta speranza di mantenere la categoria.

Sono fermamente convinto che lo possano fare, anzi per l’organico è quasi obbligatorio fare almeno una stagione in zone tranquille della classifica, ma i sono chiari limiti di atteggiamento/concentrazione lungo i 90’ della partita davvero preoccupanti, che portano a lacune difensive spaventose e poca lucidità in fase offensiva.

In particolare l’analisi di questa partita verterà molto sugli errori difensivi, soprattutto in difesa posizionale, degli Amaranto, che hanno fatto sembrare la Ternana (una buona squadra che però non vinceva da 6 partite) una top del campionato.

Stellone si è presentato a Terni con due nuovi acquisti nella formazione titolare: Aya e Folorunsho, in particolare il secondo si è posizionato sull’out di destra, affiancato da Bellomo e da Cortinovis, a supportare la prima punta Montalto, dietro di loro i soliti Crisetig e Bianchi, con Cionek, il già citato Aya, Di Chiara e Adjapong a completare la difesa.

L’impatto di questi nuovi innesti non è stato proprio memorabile, soprattutto il nuovo centrale difensivo ha fatto vedere una condizione atletica precaria: molte volte in ritardo, spesso saltato nell’1v1, e neanche perfetto nel gioco aereo, ha responsabilità importanti insieme ad Adjapong (anche lui disastroso nella propria metà campo) in tutti e due i gol della Ternana.

I padroni di casa invece si schierano con un bel 4-3-2-1 cercando di sfruttare l’ampiezza della manovra per cercare gli inserimenti delle mezzali e lasciare il centro del campo ai due trequartisti, protagonisti di un’ottima partita Partipilo e Peralta.

A questa disposizione Stellone ha risposto con un 4-4-2, con l’esterno che si alzava seconda di dove si svolgeva l’azione quasi a formare un 4-3-3.

A livello offensivo non c’è stato paragone: la Ternana si è dimostrata una squadra ben organizzata, schierandosi con un 2-3-3-2 in fase di possesso sfruttando alla perfezione le lacune difensive degli ospiti nel difendere l’ampiezza, come già detto le mezzali attaccavano spesso la profondità lasciando il centro del campo al regista (Agazzi) e ai due trequartisti che in modo alternato andavano a prendere la palla duettando con la punta ottimamente, mostrando un gran chimica tra di loro e facendo vedere ottimi scambi negli spazi stretti.

Anche la fase di pressing della Reggina li ha sicuramente aiutati dato che è sempre stata molto passiva e disorganizzata.

Nella partita si è vista perfettamente la contrapposizione nell’utilizzo del cross come arma offensiva: guardando il match a primo impatto sembrava che la Reggina avesse utilizzato molto di più i cross per segnare, quando a fine partita i numeri ci dicono che gli Amaranto lo hanno fatto solo tre volte in più, questo perché Stellone ha probabilmente basato la partita su questo, ogni volta che si arrivava sulla trequarti avversaria Di Chiara e Adjapong mettevano traversoni in mezzo senza grandi speranze, i padroni di casa invece molto spesso creavano superiorità numerica sulle fasce  per crossare dal fondo in totale tranquillità, alla fine segneranno proprio su due palle messe in mezze da Partipilo.

Come già detto sopra i ragazzi di Lucarelli hanno sfruttato perfettamente tutto quello che la difesa concedeva, compresi i soliti innumerevoli mezzi spazi liberi sulla trequarti.

Nelle foto che seguono ci sono due errori di natura prettamente tecnica: nella prima Di Chiara non accorcia e non è aggressivo sul trequartista permettendogli di ricevere un pallone facile, nella seconda Folorunsho esce troppo aggressivo sul pallone lasciando il centro della trequarti totalmente vuoto, permettendo alla mezzala di insediarsi facilmente.

Nelle due foto successive invece gli errori sono più di concentrazione come già detto ad inizio articolo: nel primo Cortinovis consente un passaggio banalissimo (e molto facile da schermare, in realtà) dietro di lui, nel secondo sempre Folorunsho e Cortinovis escono entrambi sul pallone senza che ce ne fosse bisogno lasciando la fascia totalmente sgombra, anche Adjapong (ripeto disastroso in difesa) ci mette il suo rimanendo bassissimo e strettissimo nonostante l’azione si stesse svolgendo sul suo lato del campo, arrivando molto in ritardo per accorciare la marcatura.

Questi errori di concentrazione si riverseranno anche sulla fase offensiva dato che la Reggina sprecherà un paio di ripartenze interessanti come quella mostrata qui sotto, con Di Chiara che nonostante una brutta transizione difensiva dei padroni di casa e con un paio di opzioni valide (ribaltamento di fronte per Folorunsho, filtrante per Bellomo) tirerà da centrocampo, un tentativo molto pretenzioso e sintomo della nervosità dei Reggini.

 

Stallone come già detto imposta la partita sui numerosi cross dalla trequarti dei terzini che spesso non avranno buon fine, proponendo un calcio totalmente orizzontale anche perché la disposizione dei trequartisti era totalmente sbagliata: Bellomo in mezzo al campo ha sofferto troppo la fisicità dei difensori e Cortinovis sulla fascia non aveva il passo per creare grossi pericoli, probabilmente andavano invertiti come fatto parzialmente nel secondo tempo, infatti lo stesso Cortinovis in mezzo al campo è leggermente salito di tono riuscendo a toccare molti più palloni.

Un altro problema importante che ha spiegato la sterilità offensiva degli ospiti è stata la marcatura a uomo su Montalto da parte di Capuano, che non l’ha mai mollato di un centimetro.

Alla fine gli Amaranto creeranno buone occasioni solo da calcio piazzato, troppo poco per impensierire un’ottima Ternana con una buona organizzazione offensiva e che ha tirato ben 8 volte in porta, anche questa volta Micai è stato costretto a fare molte parate decisive.

Prossima a partita al Granillo dove manca la vittoria d tre mesi e mezzo ormai, riportare i 3 punti nel derby contro il Cotone darebbe una buona svolta emotiva al gruppo, è probabilmente la partita giusta per tornare alla vittoria, che però sembra sempre più complicata anche considerando le premesse della gara di sabato.