Venezia-Reggina 1-2 | Le pagelle amaranto

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La Reggina torna alla vittoria fuori casa dopo due mesi di lunga attesa. Dal Pisa al Venezia, è ancora trionfo amaranto. Stavolta, dopo un avvio di gara da dimenticare, ci ha pensato una ripresa tutta coraggio e mentalità vincente a regalare i tre punti agli uomini di Pippo Inzaghi. Secondo posto consolidato adesso dai calabresi che escono così dal Penzo con un successo per 1-2 firmato Canotto ed Hernani. Adesso breve sosta di una settimana, poi al Granillo arriva il Benevento di Fabio Cannavaro.

Le pagelle amaranto

Ravaglia 6: Ottime scelte di tempo nelle uscite e nelle fondamentali parate sul finire di gara. In mezzo un  tutt’altro che impeccabile intervento sulla conclusione a rete di Pohjanpalo. L’errore più grave non è il suo in quell’occasione, ma il tentativo di respinta è più goffo che efficace. Testa alta.

Pierozzi 5.5: Si vede poco sia quando i suoi in difesa soffrono, che in una ripresa di pressione alta e tanta fase offensiva. Davvero nulla da segnalare ai suoi indirizzi, in un senso o nell’altro. Zona grigia.

Camporese 6: Il migliore dei suoi in una difesa che oggi non risulta certamente il miglior reparto della Reggina. Dalle sue parti si fa trovare pronto in chiusure e diagonali efficaci e conferisce tranquillità all’intera linea difensiva. Equilibrato.

Gagliolo 4.5: Erroraccio incomprensibile e francamente inguardabile. Da punizione in difesa a gol regalato è un attimo. La disattenzione nel battere un innocuo calcio piazzato nella propria metà campo non si può perdonare. Sempre in gestione palla dal basso è impreciso e regala più volte palla agli avversari, spalancando pericolose autostrade in direzione porta di Ravaglia. Peggio di così…

Giraudo 5.5: Tira un gigantesco sospiro di sollievo quando il suo autogol viene cancellato dal fuorigioco. Non è esente da colpe nel generale posizionamento mediocre della sua difesa in fase di non possesso, ma c’è chi ha fatto di peggio. Graziato. Dal 46’ Di Chiara 6.5: Entra ed è subito in partita. Esegue cross a valanga, uno dei quali innesca il gol del definitivo 1-2. Si vede che ha voglia di riprendersi il posto da titolare. Determinante.

Fabbian 5: Non è un caso che nella generale prestazione sottotono del primo tempo lui sia praticamente disperso in un rettangolo di gioco dove si fatica ad individuarlo. Gioca solo 45 minuti, dunque non ha possibilità di rifarsi nella ripresa. Assente. Dal 46’ Menez 6: Fa il suo gioco, quello di ombra in attacco e creatore di gioco a centrocampo. É in più parti, quasi contemporaneamente. Nei cambi di assetto di Inzaghi serve come il pane. Dinamico.

Majer 6.5: Sempre al centro della manovra amaranto, nel male – vedi primo tempo – e nel bene ovviamente nella ripresa. Dal suo ottimo tiro nasce il pareggio, ma ormai è chiaro il suo ruolo: pilastro.

Hernani 8: C’è sia in quel lavoro in mediana che non si vede ma serve eccome, sia negli inserimenti in fase offensiva. Come si dice in questi casi? Canta e porta la croce. Con eleganza e personalità la sua è una partita quasi perfetta. È uno dei pochi a non sbagliare nulla in entrambe le fasi. In pasticceria sarebbe una torta da leccarsi in baffi con ciliegina sopra, chiamata gol del 2-1 con una precisa conclusione dal limite dell’area piccola. Quantità+Quantità=Serie A.

Canotto 7: Ultimo a mollare, primo a dare il massimo. Il suo contributo è sempre encomiabile e viene premiato con il gol dell’1-1 quando è il più reattivo a fiondarsi sulla ribattuta del potente tiro di Majer. Guerriero. Dal 80’ Cionek sv.

Gori 5.5: Poco cercato, servito e sfruttato. Lui corre e si spende per la squadra, ma in definitiva ha solo un occasione ad inizio ripresa: colpo di tacco nell’area piccola, con Canotto meglio posizionato ma ignorato. L’egoismo dell’attaccante ha prevalso e in generale la sua partita è così: incolore. Dal 67’ Liotti sv: Un giallo per il diverbio con Haps e poco altro.

Rivas 5: Impreciso nei fondamentali che fanno la differenza: controllo palla, passaggi corti e posizionamento. Nemmeno al tiro trova fortuna. Dimenticabile. Dal 70’ Cicerelli: sv.

 All. Inzaghi 8: Con i cambi dimostra sempre personalità e coraggio. I suoi sono sotto e dall’intervallo si presenta cambiando l’assetto e cercando maggiore spinta offensiva. Intraprendenza che lo premia con il pareggio. Poi ristabilisce equilibrio con altri cambi e se la gioca fino alla fine, trovando una meritata vittoria. Lui a gara in corso è un maestro nelle letture. Peccato per l’approccio in avvio stavolta sbagliato. Spalle larghe.

 Il tabellino

 Venezia (3-5-2): Joronen; Wisniewski, Modolo (82’ Pierini), Ceccaroni; Zampano, Cnrigoj (59’ Fiordilino), Busio, Andersen (59’Cuissance), Haps; Johnsen (59’ Tcherychev), Pohjanpalo (70’ Novakovich). A disposizione: Bertinato, Tessmann, Ceppitelli, Candela, Svoboda, Ullmann, Zabala. Allenatore: Paolo Vanoli.

Reggina (4-3-3): Ravaglia; Pierozzi, Camporese, Gagliolo, Giraudo (46’ Di Chiara); Fabbian (46’ Menez), Majer, Hernani; Canotto (80’ Cionek), Gori (67’ Liotti), Rivas (70’ Cicerelli). A disposizione: Colombi, Bouah, Dutu, Loiacono, Crisetig, Obi, Ricci. Allenatore: Filippo Inzaghi.

Squadra arbitrale – Arbitro: Matteo Marcenaro di Genova. Assistenti: Fabio Schirru di Nichelino e Federico Fondani di Siena. Quarto ufficiale: Andrea Ancorar di Roma 1. Var: Antonio Di Martino. AVar: Salvatore Longo di Paola.

Marcatori: 10’ Pohjanpalo (V), 55’ Canotto (R), 76’ Hernani (R).

Note – Spettatori: 4013 (1131 ospiti e 963 abbonati). Ammoniti: all. Vanoli (V), Canotto (R), Liotti (R), Haps (V), Menez (R). Calci d’angolo: 7-8. Recupero: 3’ pt, 4’ st.