I giocatori che hanno fatto la storia della Reggina: Mozart Santos Batista Júnior

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Immaginate di trovarvi in qualsiasi parte del mondo, anche nel posto più sperduto, e al primo che passa ponete la domanda: “Conosci Mozart?”, quello vi risponderà: “Si, uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi… la Messa di requiem, il Rondò alla turca, le nozze di Figaro…”. Se invece fate questa domanda a Reggio Calabria, la musica sarà ben diversa: “Mozart… era forte quando giocava… era un idolo, uno dei miei calciatori preferiti”. Perché il Mozart più conosciuto in riva allo Stretto non è austriaco ma brasiliano, non è un musicista ma un calciatore ed è, grazie alle sue prestazioni maturate in cinque anni, uno dei giocatori che più ha fatto innamorare la tifoseria. Stiamo parlando naturalmente di Mozart Santos Batista Júnior.

Nato e cresciuto a Curitiba, una delle più grandi città della regione meridionale del Brasile, ha cominciato la sua carriera da professionista nel 1999 proprio con la squadra della sua città, il Coritiba, totalizzando 18 presenze. L’anno successivo viene acquistato dal Flamengo, con cui disputa 11 partite prima di essere acquistato dal club amaranto nell’estate del 2000.

La prima stagione, 2000-2001, non è delle migliori sia per la Reggina che per Mozart. Il centrocampista brasiliano non è uno dei titolari, essendo la squadra fornita di ottimi interpreti in quella zona del campo come Brevi, Vargas, Vicari, Paulo Costa e Bernini. Perciò, la prima stagione in Serie A si conclude con 12 presenze, una rete segnata a Napoli e la retrocessione in Serie B. Si può dunque affermare che la carriera di Mozart con la maglia amaranto inizi a partire dalla stagione successiva, quando è uno dei protagonisti della promozione in massima serie con 36 presenze e due gol segnati. Nelle stagioni a venire sarà, perciò, una delle colonne fondamentali del centrocampo reggino e dell’intera squadra arrivando ad essere il capitano durante il suo ultimo anno a Reggio Calabria (2004-2005). In totale, con la maglia della Reggina, Mozart totalizza 149 partite e 12 reti, tra campionato e coppa nazionale, in cinque stagioni.

Nell’estate del 2005 arriva il trasferimento allo Spartark Mosca. In Russia disputa 4 stagioni, arrivando a giocare sia in Champions League che in Coppa UEFA, e totalizza 94 presenze e 10 reti. Nel 2009 torna, per un breve periodo, in Brasile con il Palmeiras prima di concludere la carriera da giocatore con il Livorno, alla fine della stagione 2009-2010.

Una volta appesi gli scarpini al chiodo, Mozart ha avuto un’esperienza da collaboratore tecnico della Reggina durante l’intero arco della stagione 2014-2015. Per un breve periodo, in seguito alle dimissioni di Ciccio Cozza, è stato co-allenatore degli amaranto sempre durante la stagione stessa. Attualmente, l’ex centrocampista brasiliano è vice-allenatore del Coritiba con cui ha ottenuto la promozione in massima serie brasiliana.

Concluso il sunto della sua carriera, è doveroso sottolineare come Mozart non sia un idolo dei tifosi reggini soltanto per le sue prestazioni all’interno del campo, ma anche perché egli ha sempre dichiarato di avere un forte legame con la città di Reggio, con la tifoseria e con l’ambiente in generale. Non a caso, su Youtube, si possono trovare alcuni video in cui il centrocampista brasiliano parla simpaticamente in dialetto reggino. “Iddu sapi”, “A Peddhuru cumandu jeu”, “Ttacca u sceccu” sono le frasi più esilaranti tra le tante pronunciate in dialetto dal brasiliano che, col tempo, è entrato nel cuore di tutti venendo persino definito “Reggino d’adozione”.

Per entrare nel cuore di una tifoseria, perciò, non bisogna soltanto essere un fuoriclasse bravo coi piedi, ma occorre soprattutto dimostrare grande attaccamento alla maglia e grande serietà professionale. Questo, dunque, è stato Mozart Santos Batista Júnior: un grande giocatore e un eccellente ragazzo che non si è mai dimenticato della Reggina e, viceversa, la città e i tifosi non si dimenticheranno mai di lui.