I gol della Reggina che hanno fatto la storia: Massimo Taibi

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Inauguriamo oggi una nuova rubrica a tinte amaranto. Il presente, sebbene in Serie C, è ricchissimo di soddisfazioni per la Reggina. Ma il passato è servito per scrivere la storia. La storia di una piccola società del Sud Italia, per anni tra Serie C e Serie B, che un bel giorno, verso la fine dello scorso millennio, corona un sogno che sembrava utopia: il salto in Serie A. L’inizio di un percorso fantastico durato anni e contraddistinto da tanti momenti emozionanti. E tanti gol che hanno fatto la storia. Come quello di un attuale dirigente amaranto che ha siglato un qualcosa che tutti i tifosi, reggini e non, difficilmente dimenticheranno.

Il calcio è quello sport in cui 22 uomini corrono in un campo rettangolare di 110 metri di lunghezza e 70 metri di larghezza nella speranza di riuscire a gonfiare la rete una volta in più rispetto ai loro avversari. I gol decisivi, si sa, sono destinati a rimanere all’interno della mente dei tifosi e degli appassionati. È così per quanto riguarda qualsiasi tipo di rete segnata in qualsiasi partita importante, purché sia determinante ai fini del risultato finale. Ma questi momenti assumono un sapore diverso, particolare e irripetibile se a marcare una rete è proprio quel giocatore il cui ruolo sarebbe quello di evitare che gli avversari segnino: stiamo parlando, ovviamente, del portiere.

In Serie A, ad oggi, sono tre i portieri che possono vantare una marcatura su azione all’attivo nelle loro statistiche: Michelangelo Rampulla in Cremonese-Atalanta del 23 febbraio 1992, Alberto Brignoli in Benevento-Milan del 3 dicembre 2017 e, appunto, Massimo Taibi in Reggina-Udinese del 1° aprile 2001.

La stagione 2000-2001 non fu un’annata facile per la Reggina, considerato che alla fine dell’anno i calabresi retrocessero in Serie B in virtù della sconfitta nello spareggio contro il Verona per la permanenza in Serie A. Ma, come sottolineato in precedenza, vi sono momenti, anche nell’arco di una stagione difficile, che fanno la storia poiché insoliti e unici, destinati a rimanere nelle menti di tutti.

Il 1° aprile è in programma al “Granillo” di Reggio Calabria la 24^ giornata di Serie A, Reggina-Udinese. La classifica non sorride agli amaranto, i quali si trovano al 17° posto (penultimo in un campionato a 18 squadre) e con il peggior attacco del campionato. La squadra di Colomba, però, nella partita precedente riesce a strappare un prezioso punto in casa contro la Roma capolista e futura vincitrice dello scudetto; punto che potrebbe avviare la Reggina in una possibile rimonta salvezza.

La partita in questione non sembra andare per il giusto verso: Dionigi s’infortuna e lascia il campo al 24’, la Reggina, nonostante alcune occasioni create, non riesce a sbloccarla e viene colpita proprio nel suo miglior momento grazie al primo gol in Serie A del brasiliano Alberto Valentim al 76’. Udinese in vantaggio e tutto sembra, dunque, perduto.

Ma il ruolo del portiere è la perfetta rappresentazione della follia che prevale sulla ragione, perché solamente un folle trascorre 90 minuti di solitudine aspettando che arrivino tiri da respingere, solamente un folle può svolgere un ruolo talmente delicato poiché la distrazione si paga a caro prezzo, solamente un folle può scegliere come habitat professionale una porta alta 2 metri e mezzo con il compito di difenderla con le unghie e con i denti.

È così che sulla strada della follia e dell’incoscienza, all’88’ Massimo Taibi decide di abbandonare quella porta tanto difesa andando in area avversaria in vista di un calcio d’angolo che sta per essere battuto da Mamede. Il cross del portoghese è proprio verso l’estremo difensore degli amaranto, il quale colpisce di testa il pallone che viene deviato di nuovo in calcio d’angolo. È come se il Dio del calcio, in quel momento, avesse voluto dare una seconda chance al portiere palermitano, il quale decide di rimanere ancora in area di rigore. Sempre calcio d’angolo, sempre cross di Mamede, sempre verso il suo numero 1 che, stavolta, anticipa Giannichedda e da attaccante puro segna il gol dell’1-1 pareggiando i conti.

Lo stadio è una vera bolgia, sembra venir giù tutto. Nessuno ci crede. In quel momento nulla sembrava avere più un senso logico. Ha segnato Taibi, l’uomo meno atteso. La partita termina, così, 1-1.

Questo evento non fu soltanto un fatto storico per la Reggina o per Taibi, ma fu importante anche per le statistiche della Serie A, dato che l’unico portiere a segnare su azione nel nostro campionato era stato, fino a quel momento, Michelangelo Rampulla. Importante sottolineare come ancora oggi a Reggio Calabria i tifosi ricordino con grande gioia ed emozione il gol messo a segno dall’attuale dirigente amaranto, nonostante il finale di stagione di quell’annata e la conseguente retrocessione in Serie B.

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