Il Maestro ne fa 41, che ricordi a Reggio

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Uno dei calciatori italiani più forti di tutti i tempi, un leader silenzioso che parlava coi piedi, l’unico uomo al mondo ad avere una vista di 360 gradi. Andrea Pirlo, quest’oggi 41enne, può essere riassunto con queste parole anche se, per un atleta di questo calibro, le frasi che si possono utilizzare sono infinite.

In genere, quando andiamo a ricordare i grandi giocatori della Reggina oppure le memorabili imprese compiute dalla stessa squadra amaranto, si fa riferimento anche a dei dati numerici. Ma oggi proprio non vale la pena. Perché, se parliamo di Andrea Pirlo, “i numeri lo offendono”, come direbbe Federico Buffa. Un’intera carriera passata a dettare i tempi del centrocampo, vincendo tantissimo in tutte le grandi squadre in cui ha militato e arrivando più volte ad essere inserito nella lista del Pallone d’oro, senza mai conquistarlo purtroppo.

Ma prima di divenire il regista più forte del mondo, Andrea Pirlo giocava in una zona di campo più avanzata agendo da trequartista o, addirittura, da mezzapunta. Fu poi grazie al volere di Carletto Mazzone, suo ex-allenatore a Brescia, che si spostò in un ruolo più difensivo. L’intuizione di sor Carletto si rivela, dunque, decisiva per la sua carriera.

Alla Reggina Pirlo gioca solamente un anno, il primo di Serie A (1999-2000), venendo prelevato in prestito dall’Inter. Già dopo qualche apparizione, i tifosi capiscono di avere in squadra un futuro talento. Le prestazioni del giovane centrocampista bresciano, insieme a quelle degli altri compagni, saranno determinanti per la prima e storica salvezza degli amaranto in massima serie. Infatti, non è un caso che quella squadra sia ricordata come “la Reggina di Pirlo, Baronio e Kallon”.

Nonostante abbia militato solo una stagione, si può affermare che Andrea Pirlo sia stato il miglior giovane che la Reggina abbia mai avuto, oltre che uno dei giocatori più talentuosi passati da Reggio. Un giocatore diventato, poi, leggenda e a cui l’intero ambiente è particolarmente legato. Pirlo ha avuto l’onore di vestire la maglia della Reggina, ma soprattutto sono i tifosi ad aver avuto il privilegio di vederlo giocare al “Granillo”.

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