La Reggina di Mazzarri ed il miracolo del 2006-2007

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Il calcio italiano è stracolmo di storie interessanti e di grandi imprese compiute da squadre meno blasonate rispetto alle tre “grandi del Nord” (Juventus, Inter, Milan). Stiamo parlando, ovviamente, del periodo del Napoli di Maradona, degli scudetti di Samp, Cagliari e Verona, della Coppa Italia vinta dal Vicenza e di altre imprese del genere. La storia che racconteremo oggi non riguarda però la conquista di un trofeo, anche se una serie di fattori che citeremo in seguito hanno fatto in modo tale che la stagione 2006-2007 della Reggina di Mazzarri fosse ricordata come “La stagione dei miracoli”.

Nell’estate del 2006, in Italia, scoppia il più grande scandalo sportivo della storia. Mentre la Nazionale di Marcello Lippi saliva sul tetto del mondo in Germania, l’attenzione di tutti era rivolta a Calciopoli e alle sentenze che sarebbero state di lì a poco emanate dalla Corte Federale. Una delle squadre coinvolte nello scandalo era proprio la Reggina, la quale inizialmente venne penalizzata di 15 punti (ridotti poi a 11).

Il campionato, dunque, vedeva la squadra calabrese come sicura retrocessa, almeno stando ai pronostici iniziali. Nemmeno il tifoso più ottimista di tutta Reggio Calabria immaginava che gli uomini di Mazzarri potessero riuscire ad ottenere la salvezza. Tutto ciò non solo perché la formazione amaranto partiva da -15, ma anche perché una squadra che ha come obiettivo la salvezza, generalmente, fa fatica ad annullare una penalizzazione che gli è stata inflitta.

La rosa amaranto è composta da un mix di giocatori giovani e d’esperienza. Tra i giovani ricordiamo soprattutto Rolando Bianchi, autore di 18 gol in campionato e ceduto a fine stagione al Manchester City per 13 milioni di euro. Uomini come Modesto, Aronica, Mesto, Amoruso, Amerini, Lucarelli erano invece i giocatori in più, i cosiddetti “equilibratori”, che garantivano non solo grande esperienza ma trasmettevano sicurezza all’intero gruppo.

La stagione parte, tutto sommato, molto bene. La Reggina già alla giornata 11, vincendo 0-1 contro il Siena all’Artemio Franchi, si trova a quota 0. Comincia dunque a intravedersi una squadra che gioca col cuore e con la testa, perciò a Reggio i tifosi iniziano a pensare che l’obbiettivo salvezza si possa raggiungere. Proprio nella giornata di oggi, 12 dicembre, 13 anni fa arrivava una bella notizia in riva allo Stretto: la penalizzazione viene ridotta di 4 punti. Nel girone d’andata si segnalano in particolare la partita vinta in casa contro la Roma (1-0) e i pareggi a Roma contro la Lazio (0-0) e a Udine (1-1). Alla fine del giro di boa, però, la squadra si ritrova con 12 punti al 19° posto insieme al Parma.

Il miracolo avviene specialmente grazie ad un girone di ritorno fenomenale, dove la squadra conquista 28 punti perdendo solamente 3 partite (Roma, Lazio e Siena). Molti i risultati degni di nota: il pareggio interno (0-0) contro l’Inter futura campione d’Italia, le tre vittorie consecutive contro Cagliari, Messina e Torino, la vittoria per 4-1 contro il Catania sul neutro di Rimini e, dulcis in fundo, la vittoria per 2-0 contro il Milan fresco campione d’Europa all’ultima giornata, che diede la certezza matematica della salvezza. Quella stagione la squadra di Mazzarri fece in totale 40 punti e arrivò al 14° posto. Senza penalizzazione la Reggina avrebbe totalizzato 51 punti e avrebbe avuto il diritto di partecipare alla Coppa Intertoto.

Il 27 maggio 2007, data della partita vinta contro il Milan, fu una giornata importante per la Reggina, per la città di Reggio e per i suoi sostenitori. Indimenticabile l’atmosfera di quei momenti. Indimenticabili le maglie celebrative indossate dai calciatori con su scritto “-11… dA non crederci”. Indimenticabile anche la maglia portata dal presidente Lillo Foti: uno scudetto tricolore con lo stemma della Reggina sovrapposto. Proprio prendendo spunto da questa t-shirt potremmo dire:” , la Reggina, salvandosi, quell’anno vinse il suo scudetto”.

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