Reggina e Bari, rinnovato al Granillo uno storico gemellaggio

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Reggina-Bari non è stata una partita bellissima da vedere, dal punto di vista del gioco, ma, quando si affrontano due grandi squadre che hanno lo stesso obiettivo, ciò è abbastanza prevedibile. Gli amaranto, dopo aver sbloccato il risultato con Denis al 69’, si sono fatti raggiungere dai biancorossi, a segno con Perrotta a due minuti dal novantesimo. Resta dunque, per i padroni di casa, il rammarico di aver pareggiato una partita che sembrava quasi vinta e che avrebbe portato i pugliesi a -9 dalla vetta.

Ma, lasciando da parte il dispiacere e le polemiche sul fuorigioco o meno nel momento del gol del Bari, vogliamo soffermarci sulla parte sana di questo meraviglioso sport, dedicando interamente uno spazio all’atmosfera che c’è stata al Granillo, al rapporto di amicizia tra le due tifoserie e alla storia di un gemellaggio che dura ormai da oltre 30 anni.

Nel calcio di oggi, specialmente in Italia, è difficile per chiunque andare allo stadio e godersi pienamente una partita. Le motivazioni sono molteplici e facilmente immaginabili: scontri tra tifosi, razzismo, xenofobia, striscioni mirati ad insultare. Questi sono solo alcuni dei fattori che, ahi noi, hanno accompagnato il tifo italiano nel corso della propria storia. La situazione sembra essere poco mutata anche con il passare degli anni, ma ciò che fa ancora più male sono le numerose vittime dovute a questi vari episodi di scontri e violenza all’interno degli stadi dello Stivale. La visione del nostro calcio, all’estero, è dunque quella di un calcio sporco, condito da un tifo malato e retrogrado, in cui l’ignoranza predomina sul rispetto.

Ecco perché entrambe le tifoserie, quella reggina e quella barese, meritano una menzione particolare per lo spettacolo offerto prima, durante e dopo la sfida. Il gemellaggio tra Reggina e Bari esiste da oltre 30 anni e coinvolge anche i tifosi di un’altra squadra del Sud Italia, la Salernitana. Le tre tifoserie sono, dunque, molto legate tra di loro tanto che quest’estate fu organizzato un triangolare chiamato “Triangolare del Centenario”.

Ritorniamo, però, a Reggina-Bari e a quella che è stata l’atmosfera fuori dal Granillo e sugli spalti. Tutto inizia nel pre-partita: i tifosi di entrambe le squadre si incrociano fuori dallo stadio e cominciano a intonare cori di amicizia, arrivando addirittura ad abbracciarsi. “Salta con noi, Bari e Reggina alè”, “Finché morte non ci separi”, “Reggio e Bari alè” erano solo alcuni dei cori intonati dai tifosi.

Ma questo è soltanto l’inizio. Le immagini da incorniciare saranno soprattutto la coreografia all’inizio della partita e gli striscioni apparsi durante, perché hanno rappresentato in tutta la loro totalità il sentimento di fratellanza che sussiste tra reggini e baresi. La coreografia fatta dai tifosi amaranto è molto significativa. La frase che appare in alto è “Del mare abbiamo le profondità…”, riferimento al famoso brano “Gente di mare” di Umberto Tozzi e Raf. Sulla sinistra e sulla destra sono raffigurate le due città, mentre al centro vi sono due mani che si stringono. E dulcis in fundo, sotto, per non farsi mancare nulla: “Eterna fedeltà!”.

E i cori d’amicizia, fratellanza e rispetto continuano anche e soprattutto a partita in corso, da entrambe le parti, finché nella curva del Bari appare il seguente striscione: “LA CHIACCHERA SI IGNORA, IL GEMELLAGGIO SI ONORA: SALUTAMU, FIGGHIOLI!”. Standing ovation che dura 5 minuti, giusto il tempo per i tifosi della Reggina di omaggiare i loro fratelli con uno striscione pressocché simile, sostituendo la parola “FIGGHIOLI” con “UAGLIONI”.

Tutta questa atmosfera di festa è continuata anche dopo la fine del match, nonostante il pareggio dei pugliesi a pochi minuti dal termine. Sembrava veramente di vivere in un mondo parallelo invece era la rappresentazione di una realtà che noi tutti vorremmo vedere più spesso. I tifosi di entrambe le squadre, con il loro atteggiamento, hanno fatto capire all’intero movimento del calcio italiano cosa vuol dire la parola “sport” e su quali valori si fonda.

Detto ciò, è ovviamente impossibile che tutte le tifoserie del mondo siano gemellate tra loro e facciano cori l’uno per l’altro come è accaduto a Reggio due giorni fa, anche perché, in tutte le competizioni sportive, esistono le rivalità che, se corrette e rispettose, sono da ricordare positivamente. Una cosa che invece non si può accettare, nel terzo millennio, è la paura di andare allo stadio perché si ha il timore che possa succedere qualcosa. Lo sport rappresenta, o dovrebbe rappresentare, l’unione per eccellenza ma non sempre è così. Però, almeno in questi momenti, possiamo esclamare con fierezza e orgoglio: “GRAZIE REGGINA E BARI!!!

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