Reggina, in A una mediana ricca di qualità

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Dopo aver completato il reparto difensivo, con i portieri e i difensori, è giunta l’ora di trattare l’argomento centrocampisti. Dai registi, ai mediani fino ad arrivare ai centrocampisti offensivi, la lista è abbastanza valida e caratterizzata da giocatori di una certa esperienza internazionale.

Il primo di cui vogliamo parlare è un calciatore che ha fatto la storia del calcio italiano e mondiale: Andrea Pirlo. A Reggio per un solo anno (il primo di Serie A), con le sue grandi giocate ha deliziato il popolo amaranto sebbene non fosse ancora il regista che è venuto fuori, l’anno dopo, a Brescia e che, poi, si è affermato con il Milan. Infatti la sua posizione, durante l’anno trascorso in riva allo Stretto, non era davanti la difesa ma leggermente più avanzata. Di sicuro, oltre ad essere stato uno dei migliori del centrocampo amaranto, è il miglior giovane che la Reggina abbia mai avuto nella sua storia.

Durante il primo anno di Serie A, la Reggina, oltre Pirlo, a centrocampo poteva contare anche su Roberto Baronio. Una coppia che, oltre a rappresentare la squadra calabrese, fu il centrocampo titolare della Nazionale under-21 campione d’Europa nel 2000. Per quanto riguarda l’esperienza reggina di Baronio, c’è poco da dire. Il campionato da protagonista in mediana fa di lui uno dei migliori centrocampisti visti a Reggio durante gli anni d’oro.

Da due bresciani “doc” si passa, dunque, ad un “reggino d’adozione”. Perché nonostante Mozart Santos Batista Júnior sia nato a Curitiba, in Brasile, ha trascorso anni meravigliosi in Calabria imparando, persino, a parlare il dialetto in maniera impeccabile. “Iddu sapi” ma anche lui (Mozart) sapeva eccome il fatto suo. È stato uno dei leader del centrocampo amaranto, e anche dello spogliatoio, per 5 stagioni, contribuendo ad una promozione in massima serie e a tre salvezze prima di trasferirsi allo Spartak Mosca.

Un altro dei centrocampisti che hanno fatto la storia della Reggina è Giacomo Tedesco. L’ex calciatore palermitano ha militato a Reggio in due periodi diversi: dal 2003 al 2007 e, poi, nella stagione 2010-2011 in Serie B. Colonna portante della squadra grazie alle sue abilità e alla sua leadership, anche lui ha fatto parte della “Reggina dei miracoli” nel campionato 2006-2007 ed è, grazie a questa impresa, cittadino onorario della città di Reggio Calabria.

Di gol pazzeschi, in tanti anni di Serie A, al Granillo se ne sono visti parecchi, ma mai come quelli di Carlos Humberto Paredes. Perché il paraguaiano, oltre che essere stato per 4 anni un giocatore chiave del centrocampo amaranto, era noto anche per la sua capacità di fare gol attraverso gesti atletici non indifferenti. Ricordiamo, ad esempio, la rovesciata contro il Palermo o la rete di tacco contro la Sampdoria. Centrocampista completo in tutto e per tutto.

 

Se Paredes era l’uomo dai gol impossibili, Édgar Barreto era, invece, l’uomo dalle grandi reti da fuori area. Il gol che aprì le marcature nella sfida contro l’Empoli, valida per la salvezza, è un esempio lampante di questa sua grande qualità. Resta in riva allo Stretto solo per due anni, ma ciò non toglie che sia stata una delle mezz’ali migliori che la Reggina abbia avuto.

Una menzione va fatta anche per Simone Missiroli, reggino doc e cresciuto nel settore giovanile. Non sarà stato sempre titolare durante gli anni della massima serie, però il suo contributo rimane tutto sommato buono. Dopo l’esperienza nella “sua” Reggio, Missiroli è diventato un buon giocatore da Serie A, militando in squadre quali Sassuolo e SPAL, ottenendo anche lì buone prestazioni.

Passando ai centrocampisti con caratteristiche più offensive, non possiamo fare a meno dicitare Ciccio Cozza, il giocatore della Reggina per antonomasia. È complicato scrivere in poche righe cosa sia stato Cozza a Reggio e cosa significhi per un tifoso amaranto. Numero 10, fascia da capitano e sempre decisivo quando serviva con gol o assist. Lui è, senza dubbio, il giocatore più amato dai tifosi. L’ex fantasista di Cariati ha disputato, in totale, 252 partite e 51 reti con la maglia amaranto.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ultimo, ma non meno importante, di questa lista è un certo Shunsuke Nakamura. Il calciatore nipponico è stato uno dei fuoriclasse del centrocampo amaranto nel periodo che va dal 2002 al 2005. I suoi gol sono stati, in totale, 12 e, addirittura, 10 di loro sono arrivati da calcio piazzato. Oltre che avere un sinistro magico dai calci da fermo, era anche molto abile nei dribbling pur non essendo molto veloce. “Non è un brasiliano, però che gol che fa… A Reggio è un idolo già: Nakamura”.