Tanti auguri a Ciccio Cozza: 46 candeline per l’idolo della tifoseria amaranto

71

Uno dei più grandi capitani della storia della Reggina, il giocatore più presente in Serie A con gli amaranto, il secondo miglior realizzatore di tutti i tempi e idolo di tutta Reggio Calabria: questo il curriculum di Ciccio Cozza, 46 anni compiuti quest’oggi, negli anni passati in riva allo Stretto. In questa giornata di festa, cercheremo di riassumere i momenti più importanti della carriera del fantasista calabrese dentro e fuori dall’ambiente amaranto.

Quella tra il centrocampista cariatese e la Reggina viene considerata come una delle più belle storie d’amore che il calcio ci abbia offerto negli ultimi anni. Non a caso, qualche anno fa la nota pagina Facebook “Chiamarsi bomber” pubblicò un post in cui era raffigurata una t-shirt con su scritto “Sarò il tuo Ciccio Cozza, vuoi essere la mia Reggina?”. Gioco di parole fatto con ironia ma che vuol dire tanto, perché Cozza negli anni a venire non ha rappresentato soltanto la società calabrese, ma è diventato una sorta di icona nostalgica di un calcio lontano parente di quello attuale, in cui un ragazzo di provincia, con una piccola squadra del Sud Italia, si afferma nella massima serie portando la “sua Reg(g)ina” sul trono delle grandi d’Italia.

Trequartista con grande capacità di mandare in porta la punta e discreto rifinitore, Ciccio Cozza cresce calcisticamente nel settore giovanile della Reggina con cui disputa la finale del Campionato Primavera persa contro il Torino. Nel 1992 viene acquistato dal Milan, con cui giocherà una sola partita in Coppa Italia. Dal 1994 al 1997 viene mandato in prestito a quattro squadre diverse: Reggiana, con cui esordisce in Serie A, Vicenza, Lucchese e Cagliari.

Dopo un anno e mezzo passato a Lecce, nel gennaio 1999 fa ritorno a Reggio Calabria. Qui diviene uno dei protagonisti della prima e storica promozione degli amaranto in Serie A, siglando il gol decisivo nella trasferta di Brescia e aprendo le marcature su rigore nella sfida al Delle Alpi di Torino. Negli anni della Serie A, Cozza disputa ottime prestazioni ma ciò non basterà alla Reggina per evitare la retrocessione nella stagione 2000-2001. Ciccio e la “sua Reg(g)ina” si ritrovano di nuovo in serie cadetta, ma questa è una storia breve. Gli amaranto tornano subito in Serie A e la stagione successiva il numero 35 della Reggina è nominato capitano della squadra. Nelle successive due stagioni, dal 2002 al 2004, diventa dunque l’idolo di tutta la tifoseria, realizzando reti importantissime per la salvezza come quella dello spareggio di Bergamo o il rigore messo a segno contro il Milan nella penultima del campionato 2003-2004.

Così, nell’estate del 2004, passa al Genoa in Serie B, voluto dal suo ex allenatore Gigi De Canio. Con i rossoblu trova poco spazio e perciò, nel mercato invernale, viene acquistato dal Siena. Ma Ciccio fuori da Reggio non è Ciccio. Non ha la stessa continuità, non riesce a lasciare il segno come solo lui sa fare, non gioca come sa. E come il più classico dei ritorni di fiamma, nell’estate del 2005 gli amaranto riabbracciano il proprio capitano e riabbracciano soprattutto un’altra salvezza ottenuta proprio contro i rivali storici del Messina. Ma nella sessione estiva del 2006 il Siena, che aveva l’opzione di esercitare il diritto di riscatto del giocatore, lo riporta con sé. In Toscana, Cozza totalizza 18 partite e 3 reti nella stagione 2006-2007, proprio l’anno della storica salvezza della Reggina di Mazzarri, prima di ritornare per la terza volta nell’ex capoluogo calabrese. La carriera del trequartista di Cariati prosegue per altri due anni a Reggio, dove conquista una salvezza, e poi a Salerno, dove conclude con il calcio giocato.

Con il ritiro da calciatore, avvenuto nel 2010, Cozza diviene assistente tecnico di Gianluca Atzori alla Reggina e mantiene l’incarico per un anno, fino a quando viene ingaggiato come allenatore del Catanzaro. Come allenatore, Cicco Cozza ha guidato gli amaranto in due differenti periodi: dal luglio al novembre 2014 e durante la stagione 2015-2016 in Serie D, in cui la società ha usato la denominazione A.S.D. Reggio Calabria. Da segnalare anche il fatto che, una volta appesi gli scarpini al chiodo, abbia contribuito nella fondazione della scuola calcio “A.S.D. Valanidi”, mentre da luglio 2019 è responsabile dell’area scouting della Reggina.

Una carriera con Reggio nel cuore dunque, fatta di grandi momenti e di qualche delusione proprio come nelle vere storie d’amore. Una vita passata a rincorrere un pallone con quella maglia di colore amaranto che ha sempre sentito sua, come se fosse una seconda pelle. Già perché senza Cozza non era la vera Reggina e senza la Reggina non era il vero Cozza. Calciatore prima, allenatore poi, scout adesso e domani chissà…

Per concludere, non possiamo dimenticarci della cosa più importante: Buon compleanno, Ciccio.

CONDIVIDI