Esclusiva-Francesco Pizzata: ‘Girone I competitivo. San Luca? Mi aspettavo più riconoscenza’

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In esclusiva ai nostri microfoni, Francesco Pizzata, giovane direttore sportivo e uno degli artefici principali del miracolo San Luca, arrivato in pochi anni dalla Promozione alla Serie D, venendo considerata oggi una delle realtà più belle del panorama dilettantistico. Insieme al diesse sanluchese, abbiamo fatto il punto sul nuovo girone i di Serie D, passando per il campionato di Eccellenza e finendo al suo percorso professionale con il San Luca, concluso nella scorsa stagione.

Salve direttore, nella giornata di ieri sono stati ufficializzati i gironi di Serie D. Il girone i che vede impegnate le formazioni calabresi, si presenta duro e difficile. Quale sono le sue considerazioni ?
Assolutamente si, quest’anno è un girone molto più competitivo dove ci sono diverse formazioni che possono puntare alla promozione. L’inserimento della Cavese insieme alla presenza di altre corazzate come Acireale, Fc Messina, Lamezia, Gelbison, Trapani, Giarre, consente di assistere ad un campionato duro ed equilibrato. Va anche considerato che ci saranno 20 squadre e non più 18 come avveniva fino allo scorso anno. Attenzione anche al Santa Maria, che non ha cambiato nulla rispetto alla scorsa stagione e può dire la sua. In lotta salvezza ci saranno formazioni che faranno un campionato più tranquillo, mentre altre dovranno soffrire un po’ di più.

Le cinque formazioni calabresi che ruolo potranno ricoprire in questo girone?
Vedo bene il Rende, è una squadra che può sorprendere, ha preso giocatori come De Miranda e Mirabelli, oltre ad avere degli under molto interessanti. La Cittanovese ha cambiato strategia rispetto allo scorso anno, confermando tutti i suoi under e Corso, il quale ritengo sia un giocatore fortissimo. Dal mercato è arrivato un forte giocatore come Bonanno, in grado di andare in doppia cifra e infine un allenatore esperto. Il Castrovillari sembrava dovesse sparire, invece con la nuova proprietà sta allestendo una squadra molto competitiva, con gli arrivi di Cosenza e Trofo. Il Lamezia è la regina del mercato, investendo su giocatori di categoria superiore, ma credo che con un dirigente esperto come Martino e un diesse in rampa di lancio come Mazzei, saranno bravi a calarsi in questa categoria. Il San Luca a mio avviso è leggermente in ritardo, a poche settimane dall’inizio del campionato avrebbe bisogno ancora di almeno quattro pedine per essere completa.

Direttore scendiamo per un attimo di categoria. Secondo la sua esperienza che campionato sarà quello di quest’anno?
Il livello è piuttosto calato a causa della pandemia. Resta il fatto che vedo molto forti Locri e Paolana, dietro la Reggio Med, mentre Gioiosa e Roccella le possibili outsider.

Torniamo nuovamente a parlare di Serie D. Quali sono stati i motivi che l’hanno portata al divorzio dal San Luca?
Sicuramente i motivi non sono stati legati ai risultati, visto che in pochi anni mantenendo in gran parte il gruppo storico siamo arrivati ad essere protagonisti in Serie D, giocandoci per un periodo il primo posto con la corazzata Acr Messina e chiudendo al quarto posto, giocandoci i play off. Mi aspettavo più riconoscenza nei miei riguardi da parte della società, l’addio è stato davvero inaspettato. E’ evidente che la mia presenza non faceva piacere a qualcuno, ma voglio ricordare che quando acquisimmo il titolo dalla Pro Pellaro ho allestito la squadra da zero, aprendo un ciclo che poi ci ha portato dove siamo oggi. In seguito abbiamo stretto una collaborazione in Argentina, che ci ha consentito di portare a San Luca giocatori davvero forti che poi si sono imposti anche in altre squadre. Giocatori inoltre come Greco, De Miranda, Leveque, sono stati rilanciati a San Luca e oggi sono sulla bocca di tutti per le loro qualità. Tutto questo qualcuno l’ha dimenticato, ma io rimarrò sempre e comunque un tifoso del San Luca, è la squadra della mia città. Io voglio ringraziare mister Cozza, mister Canonico, il preparatore atletico Ollio, l’intero staff e tutta la squadra per quello che abbiamo costruito insieme.