Palmese, con la retrocessione si chiude un ciclo

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Con la retrocessione d’ufficio, decisa dal governo del calcio dopo la sospensione del campionato di Serie D a causa dell’epidemia da coronavirus, per la Palmese si chiude un ciclo iniziato cinque anni orsono quando l’undici di Rosario Salerno, sbaragliando la concorrenza, stravinse il campionato di Eccellenza. Presidente del sodalizio calcistico cittadino più longevo, che ne aveva rilevato le sorti nel giugno del 2012, era Giuseppe Carbone.

Oltre alla Palmese, per quel che riguarda il girone I, con il Palermo promosso, anch’esso d’ufficio, in Serie C, vengono retrocesse: San Tommaso, Marsala e Corigliano. La decisione appena presa dal Consiglio Federale della F.I.G.C. non era certo quel che si aspettava Antonio Petraglia, presidente del Grumentum Val D’Agri, promotore del gruppo “Serie D Salviamoci” al quale, oltre ai neroverdi, avevano aderito altri 30 club.

Al di là di eventuali ricorsi che potranno essere messi in atto da qui a breve (anche se gli esiti difficilmente potrebbero stravolgere quanto deciso… più facile un eventuale ripescaggio per meriti sportivi) l’obiettivo primario per la Palmese del domani sarà quello di ripartire con una società forte e animata da propositi ben più lungimiranti rispetto all’ultima gestione il cui atto conclusivo, di uno dei campionati più disastrosi di sempre, si è consumato il 1 marzo 2020 al Giuseppe Lopresti contro il Marsala. Finì 0-0 e la classifica, che vedeva la Palmese ultimissima con 12 punti, aveva già scritto da tempo ciò che oggi rappresenta la triste realtà.