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Addio a Giovanni Paolo Lodetti, eccelso gregario del Milan

2023-09-24 11:16

Francesco Lacquaniti

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Addio a Giovanni Paolo Lodetti, eccelso gregario del Milan

Il "basletta" è stato un grande nel delicato ruolo ricoperto e una persona pacata e perbene, che amava il pallone e parlava di calcio come pochi

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Giovanni Paolo Lodetti, detto “basletta” (appellativo cucitogli per il mento pronunciato), si formò nella squadra dell’oratorio del paese natio (Caselle Lurani). Passato alle giovanili del Milan all’età di 15 anni (fece un provino con la supervisione di Mario Malatesta) vestì rossonero fino al 1970. Nel 1961 debutterà ufficialmente, nel 1963 realizzerà la prima rete contro il L.R. Vicenza vincendo tantissimo [furono, infatti, 7 (su tutti le due Coppe dei Campioni) gli allori conquistati].

Dopo aver messo insieme 288 presenze e 28 reti (fu anche grazie ai suoi sacrifici da gregario in mezzo al campo che Gianni Rivera potè dare il meglio di sé), verrà ceduto alla Sampdoria (un po’ a malincuore) rimanendo in terra ligure fino al 1974 (designato fin da subito capitano avrà come compagno di squadra Marcello Lippi). Trasferitosi al Foggia (sarà la sua prima volta in Serie B) nel 1975-76 conquista la massima serie (i satanelli verranno promossi assieme a Catanzaro e Genoa) che, però, rivedrà solo per qualche mese visto che a ottobre si accaserà al Novara in Serie B che al termine di quella stagione (con la panca dei piemontesi che non si gioverà dell’avvicendamento da Lamberto Giorgis a Vittorino Calloni) saluterà retrocedendo in Serie C. Categoria che (sempre col Novara) lo vedrà appendere le scarpe al chiodo poco prima di compiere 36 anni. Era il 1978, il Novara raggiungerà la quinta piazza e ad aggiudicarsi il girone A di quel campionato di Serie C sarà l’Udinese di Massimo Giacomini che staccherà nettamente la Juniorcasale.

Oltre che con le squadre di club giocherà anche con gli azzurri (17 presenze e 2 reti nell’amichevole col Galles) laureandosi campione d’Europa nel 1968 ma il suo grande rammarico sarà la clamorosa esclusione dai mondiali di Messico ’70 quando gli azzurri (Lodetti compreso) erano in volo per raggiungere il ritiro in terra messicana (dopo l’improvviso forfait di Anastasi, verrà sacrificato da Ferruccio Valcareggi per dar spazio a Prati e Boninsegna). Il ricordo che lascia è l’essere stato (oltre che un grande nel delicato ruolo ricoperto) una persona pacata e perbene che amava il pallone e parlava di calcio come pochi.